La Storia del Carnevale Trinese

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Il comitato del Carnevale Storico di Trino

Gli anni di guerra dal 1940 al 1945 avevano creato, tra la gente trinese, una sitiuazione difficile: rancori, invidie, inimicizie. Occorreva far dimenticare ai trinesi le cause che alimentavano tale stato d'animo. Bisognava far ritornare a Trino la serenità, la gioia, l'amicizia e soprattutto i contatti tra la gente.
L'allora sindaco cav. Ignazio Tavano ebbe un'idea geniale: si organizzi una gran festa per i trinesi, così si ricreeranno i contatti umani, si rinnoverà la perduta amicizia, ritornerà la gioia e l'allegria di qualche giorno di festa farà dimenticare i rancori e le invidie.
Si doveva trovare il motivo per lanciare questa festa. Si trovò nei tre giorni del Carnevale.
Nacque la leggenda della Bella Castellana che un prode Capitano liberava dalla prigionia in un vecchio castello, dimora di un despota cattivo della zona.
La Bella Castellana liberata, tornava nella sua città tra la sua gente che per degnamente festeggiarla organizzavano tre giorni di feste con balli e musiche allegre.
Un inno alla gioia, alla spensieratezza ed all'amicizia: questo è e sarà nei tempi futuri il carnevale trinese.
Ricordiamo il fondatore del Carnevale storico e primo presidente del Comitato del Carnevale: il cav. Vittorio Mezzano, innamorato di Trino, dei trinesi e del loro Carnevale.
Gli altri presidenti: dr. Paolo Ubertis, il cav. Luciano Viale, presidente per oltre un ventennio, Roberto Morano, cav. Alberto Ronco, avv. Giuseppe Balocco, Costantino Montella, Loriano Vallongo, Davide Ciceri (ndr) e con loro tutti i trinesi che hanno collaborato nell'organizzazione del Carnevale Storico.
Ernesto Giovanni Ferrarotti
Tratto dal libro "Il Carnevale Storico di Trino. I primi 60 anni...1952-2011" di Alessandro Giolito


Cenni storici

Il Capitano Cecolo (o Ceccolo) Broglia è stato un vero personaggio storico nato a Trino nel 1352 e morto ad Empoli il 15 Luglio del 1400.
Figlio di Enrico Broglia, sin da giovane si distinse per le sue abilità militari.
Tra le sue imprese, quella più nota è certamente la presa di Assisi nel 1398, che gli valse il titolo di signore di Assisi e di Bassa Umbra.
La storia ce lo descrive sia come un formidabile uomo d'arme che come un cupido e spietato mercenario.
Morì il 15 luglio 1400 ad Empoli di peste e fu sepolto a Firenze nella chiesa di Santa Reparata (l'odierna ca%edrale di Santa Maria del Fiore).
Tra i vari documenti che ne raccontano le gesta, ricordiamo la pubblicazione intolata "Ceccolo Broglia da Trino" edito dall’associazione culturale Tridinum e scritto da Lorenzo Parodi e Fiore Ranalli nel 2009.


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