Nell'antica città ove sono nato una gentile leggenda han rievocato,
Leggenda tutta grazia tutto amore che riempie di letizia il nostro cuore.
Rammenta la leggenda, che rapita vaghissima donzella, fù tradita,
portata lungi dal paterno ostello lungi dal patrio suolo e dal castello.
Chi l'ha rapita fu un crudel signore che si era innamorato di quel fiore,
la grave e scabrosissima avventura avvenne un bel dì, fuori le mura.
Allora la città molto sdegnata giuro di liberar la figlia amata,
e il popolo di Trino tutto sgomento approva con fermezza il giuramento.
Un dotto cittadin e i credenzieri si radunarono tutti volentieri,
e commentando il fatto e la sventura riposero "prudenza e non paura,
abbiamo un capitano forte e bello certo combatterà contro il castello,
Cecolo a molti suoi soldati e tutti forti e ben equipaggiati
ei metterà l'assedio a quel castello per porre in libertà, il fior più bello,
il fior più bello della cara Trino che ha dolce il favellar e il far divino."
Mandaron un messagger al vil signor che ponga in libertà il nobil fiore,
ma lui follemente innamorato negò quel che chiedeva il gran mandato.
Cecolo Broglia seputa la gran cosa corre al maniero e l'assedio posa,
a men d'un giorno proprio di volo del gran castello fece un rogo solo.
Cecolo Broglia attacca la battaglia che di quei tempi nessuno l'eguaglia,
con grande strategia e bell'inganno lottò e vinse il vil tiranno.
Salvò quella fanciulla intatta e bella dal viso splendente come una stella,
festeggia la città quel sacro giorno la vaga Castellana e il suo ritorno.
Il forte capitano gioioso e fiero, la porta dolcemente al suo maniero,
la porta alla madre sua diletta che ansiosa e con dolor la figlia aspetta.
La madre che ha gioiosa l'alma e il core lei prega dolcemente il Signore,
che nella sua preghiera l'ha esaudita bella, dolcissima, infinita.
La bella Trino non fece cosa vana ad eleggere Rosa Ronco a Castellana,
con uno stuol di dame e damigelle tutte graziose ed amabilmente belle.
poesia di Carlo Bianco